LAVORATORI DEL SETTORE DEL GIOCO: CIRCOLARE DEL 18 MAGGIO 2010 DI CHIARIMENTI PER L’INQUADRAMENTO PREVIDENZIALE INPS ED ENPALS
Dott. Marco Minoccheri (Centro Studi AS.TRO)
Come noto il D.M. 15 marzo 2005 ha ampliato la platea delle categorie di lavoratori iscritti all’ENPALS, determinando il passaggio ai fini previdenziali di molte categorie di molte delle categorie di lavoratori del settore del gioco dall’INPS all’ENPALS.
L’iscrizione all’ENPALS di tali categorie di lavoratori già assicurati all’INPS ha generato incertezze interpretative e numerosi quesiti, per la soluzione dei quali l’INPS ha instaurato un confronto con i Ministeri interessati.
Le problematiche sono sorte, soprattutto, in relazione alle categorie di lavoratori elencate ai punti 19) e 20) del suddetto D.M., punti che di seguito si riportano:
“19) impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco, sale scommesse, sale giochi, ippodromi, scuderie di cavalli da corsa e cinodromi, prestatori d'opera addetti ai totalizzatori o alla ricezione delle scommesse, presso gli ippodromi e cinodromi, nonché presso le sale da corsa e le agenzie ippiche”;
“20) impiegati, operai, istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi”. A seguito del passaggio dall'INPS all'ENPALS, sono sorte problematiche in relazione all'esatto inquadramento previdenziale di alcune categorie di lavoratori, vediamo quali.
A tal fine l’INPS con la recente Circolare del 18/05/2010, n. 66 ha precisato che a far tempo dal 22 aprile 2005 “ i lavoratori che prestano attività lavorativa, in qualità di impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco e dalle sale di scommesse, devono, ai fini previdenziali, essere obbligatoriamente iscritti presso l’ENPALS, sempre che l’attività delle sale da gioco e delle (sale, n.d.r.) di scommesse sia esercitata in modo esclusivo dal datore di lavoro”.
L'INPS fa presente che tale assunto è estensibile, per analogia, alle sale giochi. Qualora l’attività abbia carattere promiscuo, situazione che nel settore è abbastanza frequente, tenuto conto che soprattutto le case da gioco e le sale giochi sono spesso all’interno o annesse ai pubblici esercizi, si dovrà valutare se tali attività presentino o meno il carattere dell’autonomia.
Nel caso in cui non vi sia autonomia dell’attività della casa da gioco o della sala giochi rispetto a quella del pubblico esercizio e qualora il datore di lavoro utilizzi promiscuamente i propri dipendenti per l’esercizio di entrambe le attività, gli stessi, in quanto dipendenti da imprese classificate ai fini previdenziali nel settore terziario, continueranno a essere assicurati anche ai fini previdenziali presso l’INPS.
L’iscrizione all’ENPALS dei dipendenti di sale di scommesse prescinde dal tipo di scommessa, sia essa inerente eventi ippici ovvero relativa ad altri eventi sportivi, ma riguarda esclusivamente lavoratori con contratto di lavoro subordinato. Diversamente, nel caso dei prestatori d’opera addetti ai totalizzatori o alla ricezione delle scommesse, gli stessi sono obbligatoriamente iscrivibili all'ENPALS indipendentemente dalla tipologia di rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, solo in caso di scommesse effettuate presso gli ippodromi o cinodromi, ovvero presso le sale da corsa e le agenzie ippiche.

Di seguito è possibile visionare in maniera integrale La Circolare INPS del 18/05/2010, n. 66 e i tre allegati ad essa.

Direzione Centrale Entrate
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Direttori delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e

Roma, 18/05/2010
periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici Circolare n. 66
e, per conoscenza,
Al Commissario Straordinario
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali

Ai Presidenti dei Comitati provinciali

OGGETTO: Decreto Ministeriale 15 marzo 2005, punti 19) e 20). Adeguamento delle categorie dei lavoratori assicurati obbligatoriamente presso l’ENPALS.

SOMMARIO:
Premessa. Regime previdenziale dei lavoratori dello spettacolo di cui al D.M. 15 marzo 2005.
1. Lavoratori di cui al punto 19) del D.M.15 marzo 2005. Risposta all’interpello n.21/2007.
2. Lavoratori di cui al punto 20) del D.M.15 marzo 2005. Risposta all’interpello n.59/2009.
3. Titolare di impresa artigiana.
4. Istruzioni operative:
4.1 lavoratori soggetti al regime pensionistico ENPALS
4.2 lavoratori soggetti al regime pensionistico INPS
Premessa. Regime previdenziale dei lavoratori dello spettacolo di cui al Decreto Ministeriale 15 marzo 2005.
Com’è noto, il D.M. 15 marzo 2005 (all.1) di adeguamento delle categorie dei soggetti assicurati presso l’ENPALS ha ampliato la platea degli iscritti all’Istituto previdenziale dei lavoratori dello spettacolo, determinando la modifica del regime previdenziale di alcune categorie di lavoratori già assicurati ai fini previdenziali all’INPS.
Con le circolari nn. 7 e 8 del 30 marzo 2006, l’ENPALS ha emanato le disposizioni attuative del D. M. 15 marzo 2005.
L’iscrizione all’ENPALS di alcune categorie di lavoratori già assicurati all’INPS ha generato incertezze interpretative e numerosi quesiti, per la soluzione dei quali l’INPS ha instaurato un confronto con i Ministeri interessati.
Le problematiche sono sorte, soprattutto, in relazione alle categorie di lavoratori elencate ai punti 19) e 20) del suddetto D.M., punti che di seguito si riportano:
“19) impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco, sale scommesse, sale giochi, ippodromi, scuderie di cavalli da corsa e cinodromi, prestatori d'opera addetti ai totalizzatori o alla ricezione delle scommesse, presso gli ippodromi e cinodromi, nonché presso le sale da corsa e le agenzie ippiche”;
“20) impiegati, operai, istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi”.
1. Lavoratori di cui al punto 19) del D.M. 15 marzo 2005. Risposta all’interpello n. 21/2007.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso la risposta all’interpello n. 21/2007 (all.2), d’intesa con l’Istituto, ha fornito chiarimenti in ordine alle problematiche dell’iscrizione all’ENPALS sorte per i lavoratori dipendenti dalle case da gioco, sale scommesse e sale giochi.
Il Ministero ha precisato che a far tempo dal 22 aprile 2005, data di entrata in vigore del predetto Decreto Ministeriale, “ i lavoratori che prestano attività lavorativa, in qualità di impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco e dalle sale di scommesse, devono, ai fini previdenziali, essere obbligatoriamente iscritti presso l’ENPALS, sempre che l’attività delle sale da gioco e delle (sale, n.d.r.) di scommesse sia esercitata in modo esclusivo dal datore di lavoro”.
Il suddetto assunto è estensibile, per analogia, alle sale giochi.
Qualora l’attività abbia carattere promiscuo, situazione che nel settore è abbastanza frequente, tenuto conto che soprattutto le case da gioco e le sale giochi sono spesso all’interno o annesse ai pubblici esercizi, si dovrà valutare se tali attività presentino o meno il carattere dell’autonomia.
Nel caso in cui non vi sia autonomia dell’attività della casa da gioco o della sala giochi rispetto a quella del pubblico esercizio e qualora il datore di lavoro utilizzi promiscuamente i propri dipendenti per l’esercizio di entrambe le attività, gli stessi, in quanto dipendenti da imprese classificate ai fini previdenziali nel settore terziario, continueranno a essere assicurati anche ai fini previdenziali presso l’INPS.
Si precisa che l’iscrizione all’ENPALS dei dipendenti di sale di scommesse prescinde dal tipo di scommessa, sia essa inerente eventi ippici ovvero relativa ad altri eventi sportivi, ma riguarda esclusivamente lavoratori con contratto di lavoro subordinato.
Diversamente, nel caso dei prestatori d’opera addetti ai totalizzatori o alla ricezione delle scommesse, gli stessi sono obbligatoriamente iscrivibili all'ENPALS
indipendentemente dalla tipologia di rapporto di lavoro, subordinato o autonomo, solo in caso di scommesse effettuate presso gli ippodromi o cinodromi, ovvero presso le sale da corsa e le agenzie ippiche (vedi msg. n. 277 del 30 aprile 2002).
Per le case da gioco, sale di scommesse e sale giochi si conferma l’inquadramento nel settore “terziario” ai fini del versamento all’Istituto delle contribuzioni minori per i dipendenti, anche se soggetti al regime previdenziale ENPALS.
Con riferimento alle posizioni individuali dei datori di lavoro che gestiscono attività classificate, ai fini previdenziali e assistenziali in base all’art. 49, lett. d) della L. n.88/89, nel settore “terziario”, si fa presente che, analogamente ai titolari di imprese che gestiscono il gioco del Bingo, qualora gli stessi partecipino al lavoro con carattere di abitualità e prevalenza, continueranno a restare iscritti, come disposto dall’art. 1, comma 202 e ss., della L. n. 662/1996, alla “Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali” di cui alla L. n. 613/1966.
2. Lavoratori di cui al punto 20) del D.M. 15 marzo 2005. Risposta all’interpello n. 59/2009.
Con la risposta all’interpello n. 59/2009 (all.3), il Ministero del Lavoro ha precisato che il D.M. 15 marzo 2005 ha esteso l’ambito di operatività dell’iscrizione all’ENPALS, precedentemente circoscritta agli “addetti agli impianti sportivi” dal D.M. 10 novembre 1997, includendovi gli “impiegati, operai, istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi”.
Pertanto anche i dipendenti di palestre, sale fitness, impianti e circoli sportivi, ecc… , rientrano nelle categorie obbligatoriamente iscritte all’ENPALS.
Per ciò che riguarda gli istruttori e gli addetti agli impianti e circoli sportivi e alle altre strutture indicate al punto 20 del decreto ministeriale in argomento, si chiarisce che gli stessi sono soggetti all’assicurazione presso l’ENPALS a prescindere dalla natura giuridica, autonoma o subordinata, del rapporto di lavoro.
Nello stesso interpello, in relazione all’obbligo assicurativo per i lavoratori dipendenti di palestre, è stato altresì precisato che “l’estensione dell’ambito applicativo dell’iscrizione ENPALS operata con il D. M. del 15 marzo 2005 riguarda sempre e comunque attività di natura sportiva”. Al riguardo, la Suprema Corte (n.4408/1982) ha affermato che si intendono per impianti sportivi “tutti quelli organizzati e gestiti per lo svolgimento di attività genericamente sportive”. Inoltre anche l’ENPALS, nella circolare n. 7/2006, nell’interpretare la nozione di “addetti agli impianti sportivi”, ha circoscritto tale categoria “ al personale la cui prestazione è direttamente collegata a questi ultimi, tanto che la prestazione stessa sarebbe impossibile o priva di interesse per il datore di lavoro ovvero per il committente, se gli impianti venissero meno”, rilevando pertanto un’imprescindibile correlazione tra la prestazione lavorativa e la natura “sportiva” dell’attività.
Pertanto, l’assoggettamento a contribuzione ENPALS non può discendere dalla mera denominazione dell’attività quale “palestra”.
Nel caso concreto, è necessario procedere ad un’attenta disamina dell’attività complessivamente esercitata dall’azienda e delle professionalità nella stessa impiegate al fine di valutarne il corretto inquadramento e il conseguente obbligo contributivo.
Da quanto precede, discende che le aziende che esplicano l’attività di gestione di palestre nelle quali viene svolta attività sportiva devono essere inquadrate nel settore industria con l’obbligo assicurativo dei lavoratori nei confronti dell’ENPALS (vedi circ. n. 213/1998, punto 1); viceversa, le palestre che svolgono esclusivamente attività estetica o di recupero motorio continueranno a essere inquadrate nel settore terziario o artigiano, con l’obbligo di assicurazione all’INPS dei propri dipendenti (vedi circ. n. 164/2001).
Infine, in relazione alle richieste di chiarimenti pervenute in merito al corretto inquadramento dei datori di lavoro esercenti l’attività di gestione piscine, si precisa che gli stessi devono essere inquadrati nel settore industria (vedi citata circolare n. 213/1998) qualora le piscine stesse vengano utilizzate per lo svolgimento di attività sportiva, nel significato sopra indicato.
Peraltro, in analogia a quanto affermato per le palestre, qualora la piscina venga utilizzata esclusivamente per l’educazione motoria, il gestore dovrà essere inquadrato nel settore terziario o artigiano, con l’obbligo di assicurazione all’INPS dei propri dipendenti.
3. Titolare di impresa artigiana.
Con riferimento ai titolari di imprese artigiane che svolgano una delle attività di cui ai punti precedenti si precisa quanto segue.
Come è noto, la disciplina dell’imprenditore artigiano è contenuta nella legge quadro 8/8/1985 n.443. In particolare, l’art.2 definisce l’imprenditore artigiano e l’art.5 fissa l’obbligo di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane per tutte le imprese aventi i requisiti di cui agli artt. 2, 3 e 4 della stessa legge.
La tutela previdenziale per i titolari di impresa artigiana è disciplinata dalla legge 4/7/1959 n.463 che, all’art. 3, ha disposto l’istituzione presso l’INPS della gestione speciale per l’assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti degli artigiani e dei loro familiari coadiuvanti.
Da ciò deriva che i soggetti in esame, svolgenti le attività sopra richiamate, dovranno continuare a restare iscritti alla predetta gestione.
Ove l’impresa artigiana occupi personale dipendente, lo stesso dovrà essere iscritto ai fini pensionistici all’INPS o all’ENPALS in base ai chiarimenti esposti ai precedenti punti 1 e 2. Di conseguenza deve considerarsi superato il terzultimo capoverso della circolare 213/1988, laddove si dispone che la classificazione nel settore artigianato comporta sempre, per i dipendenti, l’obbligo del versamento del contributo IVS all’INPS.
4. Istruzioni operative
Le competenti strutture territoriali provvederanno, in base ai chiarimenti di cui alla presente circolare, ad attribuire il corretto inquadramento ed i necessari codici di autorizzazione, far tempo dal mese di aprile 2005, data di entrata in vigore del D.M. in oggetto.
4.1 lavoratori soggetti al regime pensionistico ENPALS
Le strutture medesime dovranno provvedere ad annullare le eventuali note di rettifica emesse nei confronti delle aziende sul presupposto dell’iscrivibilità dei loro dipendenti all’INPS ma per i quali, invece, è dovuta l’iscrizione previdenziale all’ENPALS.
Le Sedi provvederanno, altresì, a seguito di apposita richiesta, al trasferimento senza interessi all’ENPALS, in applicazione dell’art. 116, comma 20, della legge 23 dicembre 2000 n.388, della sola contribuzione IVS versata all’INPS per i lavoratori che, in ragione dell’ampliamento della categorie iscrivibili all’ENPALS, non sono più assicurabili al Fondo Pensioni lavoratori dipendenti a decorrere dal 22 aprile 2005.
4.2 lavoratori soggetti al regime pensionistico INPS
Nei casi in cui i datori di lavoro abbiano provveduto, erroneamente, a versare la contribuzione pensionistica all’ENPALS per i propri dipendenti che, invece, devono continuare ad essere assicurati all’INPS, le Sedi dovranno invitare l’ENPALS e i predetti datori di lavoro a chiedere il trasferimento della contribuzione all’Istituto in applicazione dell’art. 116, c. 20, della citata legge n. 388/2000. Eventuali note di rettifica attive emesse per il recupero della suddetta contribuzione dovranno essere tenute in sospeso fino alla definizione del predetto trasferimento.
Il Direttore Generale Nori

Allegato 1
D.M. 15 marzo 2005 (1). Adeguamento delle categorie dei lavoratori assicurati obbligatoriamente presso l'Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei lavoratori dello spettacolo. (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 7 aprile 2005, n. 80. IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, e successive
modificazioni ed integrazioni, contenente disposizioni concernenti l'Ente nazionale di
previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS);
Visto in particolare l'art. 3, comma 2, del citato decreto legislativo, come sostituito dall'art. 43,
comma 2 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che deferisce al Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative a
livello nazionale, su eventuale proposta dell'ENPALS, il potere di adeguare con decreto le
categorie dei soggetti assicurati obbligatoriamente presso l'Ente;
Valutata la proposta dell'ENPALS, effettuata in base al monitoraggio delle figure professionali
operanti nel campo dello spettacolo e dello sport;
Sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente
rappresentative a livello nazionale in data 11 novembre 2004;
Ravvisata l'opportunità di provvedere all'ampliamento delle categorie di lavoratori dello
spettacolo che devono essere iscritti obbligatoriamente all'ENPALS, sulla scorta dell'evoluzione
delle professionalità e delle forme di regolazione collettiva dei rapporti di lavoro di settore;
Decreta:
Le categorie dei lavoratori assicurati obbligatoriamente presso l'Ente nazionale di previdenza
e assistenza dei lavoratori dello spettacolo sono adeguate secondo la seguente elencazione:
1) artisti lirici, cantanti di musica leggera, coristi, vocalisti e suggeritori del coro, maestri del
coro, assistenti e aiuti del coro;
2) attori di prosa, allievi attori, mimi, attori cinematografici o di audiovisivi, attori di
doppiaggio, attori di operetta, rivista, fotoromanzi, varietà ed attrazioni, imitatori,
contorsionisti, artisti del circo, marionettisti e burattinai, acrobati e stunt man, ipnotizzatori,
illusionisti e prestigiatori, suggeritori teatrali, cinematografici e di audiovisivi, generici e
figuranti;
3) presentatori, disc-jockey, animatori in strutture turistiche e di spettacolo;
4) registi teatrali, cinematografici o di audiovisivi, aiuto-registi teatrali, cinematografici o di
audiovisivi, casting director, sceneggiatori teatrali, cinematografici o di audiovisivi, soggettisti,
dialogisti ed adattatori cinetelevisivi o di audiovisivi;
5) direttori della fotografia e light designer;
6) direttori, ispettori, amministratori e segretari di produzione, responsabili di edizione della
produzione cinematografica e televisiva, segretari di edizione, cassieri di produzione,
organizzatori generali, amministratori di produzione cinematografica e audiovisiva;
7) direttori di scena, direttori di doppiaggio, assistenti di scena e di doppiaggio, location
manager;
8) compositori, direttori d'orchestra, sostituti direttori d'orchestra, maestri collaboratori,
maestri di banda, professori d'orchestra, consulenti assistenti musicali, concertisti e solisti,
orchestrali anche di musica leggera, bandisti;
9) coreografi e assistenti coreografi, ballerini e tersicorei, figuranti lirici, cubisti, spogliarellisti,
figuranti di sala, indossatori, fotomodelli;
10) amministratori di formazioni artistiche, organizzatori teatrali, amministratori e segretari di
compagnie teatrali;
11) tecnici del montaggio e del suono, tecnici di sviluppo, stampa, luci, scena, altri tecnici
della produzione cinematografica del teatro di audiovisivi e di fotoromanzi, tecnici addetti alle
manifestazioni di moda, sound designer, tecnici addetti agli effetti speciali, maestri d'armi,
operatori di ripresa cinematografica o audiovisiva, aiuto operatori di ripresa cinematografica o
audiovisiva, video-assist, fotografi di scena, documentalisti audiovisivi;
12) scenografi, story board artist, bozzettisti, creatori di fumetti, illustrazioni e disegni
animati;
13) arredatori, architetti;
14) costumisti, modisti e figurinisti teatrali cinematografici o di audiovisivi, sarti, truccatori,
parrucchieri;
15) maestranze cinematografiche, teatrali o di imprese audiovisive (macchinisti, pontaroli,
elettricisti, attrezzisti, falegnami, tappezzieri, pittori, decoratori, stuccatori, formatori e autisti
scritturati per produzione, gruppisti);
16) operatori di cabina di sale cinematografiche;
17) impiegati amministrativi e tecnici dipendenti dagli enti ed imprese esercenti pubblici
spettacoli, dalle imprese radiofoniche, televisive o di audiovisivi, dalle imprese della
produzione cinematografica, del doppiaggio e dello sviluppo e stampa, maschere, custodi,
guardarobieri, addetti alle pulizie e al facchinaggio dipendenti dagli enti ed imprese sopra
nominati, autisti alle dipendenze di imprese dello spettacolo;
18) artieri ippici;
19) impiegati e operai dipendenti dalle case da gioco, sale scommesse, sale giochi,
ippodromi, scuderie di cavalli da corsa e cinodromi, prestatori d'opera addetti ai totalizzatori o
alla ricezione delle scommesse, presso gli ippodromi e cinodromi, nonché presso le sale da
corsa e le agenzie ippiche;
20) impiegati, operai, istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere,
palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi;
21) impiegati e operai dipendenti delle imprese di spettacoli viaggianti;
22) direttori tecnici, massaggiatori, istruttori e i dipendenti delle società sportive;
23) atleti, allenatori, direttori tecnico-sportivi e preparatori atletici delle società del calcio
professionistico e delle società sportive professionistiche;
24) lavoratori dipendenti dalle imprese esercenti il noleggio e la distribuzione dei films;
25) lavoratori autonomi esercenti attività musicali.

Allegato 2
INTERPELLO N. 21/2007

Roma, 14 agosto 2007

Al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti Ministero del Lavoro e della
del Lavoro Previdenza Sociale Via Cristoforo Colombo n. 456
00143 Roma DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITÀ ISPETTIVA Prot. 25/I/0010602

Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – obbligo di iscrizione all’Enpals per i lavoratori che prestano attività lavorativa come dipendenti dalle case da gioco e dalle sale di scommesse.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato istanza di interpello volta a ottenere un pronunciamento di questa Direzione in merito al corretto inquadramento ai fini previdenziali dei lavoratori che prestano attività lavorativa, in qualità di impiegati ed operai, alle
dipendenze di case da gioco e di sale di scommesse. In particolare, si chiede di conoscere se i predetti lavoratori debbano essere iscritti presso l’INPS ovvero presso l’ENPALS.
Al riguardo, acquisito il parere dell’INPS, si rappresenta quanto segue.
Com’è noto, ai sensi dell’art. 3, comma 2, D.Lgs C.P.S. n. 708/1947 – come modificato dalla
L. n. 289/2002 – con decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con il
Ministro delle Economie e delle Finanze, sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e
dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, su eventuale proposta
dell’ENPALS, si provvede all’adeguamento delle categorie dei soggetti obbligatoriamente
assicurati presso lo stesso Ente.
Con Decreto Ministeriale 15 marzo 2005, sulla scorta dell’evoluzione delle professionalità e
delle forme di regolazione collettiva dei rapporti nel settore dello spettacolo si è adeguata la
categoria dei lavoratori che devono essere assicurati presso l’ENPALS, contemplando
espressamente al punto n. 19 gli “impiegati e operai dipendenti delle case da gioco, sale
scommesse, sale giochi, ippodromi, scuderie di cavalli da corsa e cinodromi, prestatori d’opera
addetti ai totalizzatori o alla ricezione delle scommesse, presso gli ippodromi e cinodromi, nonché
presso le sale da corsa e le agenzie ippiche”.
Successivamente il citato Ente previdenziale, allo scopo di facilitare gli operatori del settore,
ha, con circolari n. 7 e 8 del 30.03.2006, fornito precisazioni relative alle nuove categorie
professionali comprese nella elencazione di cui al predetto decreto ministeriale.
In particolare, con la menzionata circolare n. 7 – richiamando la circolare n. 19 del 4 giugno
2002, emanata anche a seguito dei chiarimenti interpretativi forniti da questo Ministero – è stato
altresì evidenziato che l’ENPALS è l’ente di previdenza di riferimento dei lavoratori dipendenti
dalle sale per il gioco del “Bingo”, in quanto l’attività delle imprese che gestiscono le sale in
questione è riconducibile alla più generale attività di gestione delle case da gioco.
Alla luce del chiaro disposto normativo deve affermarsi che, con decorrenza 22 aprile 2005, i
lavoratori che prestano attività lavorativa, in qualità di impiegati e operai dipendenti dalle case da
gioco e dalle sale di scommesse, devono, ai fini previdenziali, essere obbligatoriamente iscritti
presso l’ENPALS, sempre che l’attività delle sale da gioco e dalle di scommesse sia esercitata in
modo esclusivo dal datore di lavoro.
Qualora l’attività abbia carattere promiscuo, situazione che nel settore è abbastanza frequente
tenuto conto che le sale da gioco sono spesso all’interno o annesse ai locali di pubblici esercizi,
sulla base di un consolidato orientamento giurisprudenziale, si dovrà valutare se le attività svolte
presentino o meno il carattere dell’autonomia che ricorre quando ciascuna attività è riconducibile ad
aziende separate che si collocano direttamente sul mercato per fornire beni o servizi ai propri
clienti.
Riconosciuta l’insussistenza dell’autonomia dell’attività della sala da gioco rispetto a quella
del pubblico esercizio e qualora il datore di lavoro utilizzi promiscuamente i propri dipendenti per
l’esercizio di entrambe le attività, gli stessi in quanto dipendenti da imprese classificate ai fini
previdenziali nel settore terziario, continueranno ad essere assicurati ai fini previdenziali presso
l’INPS.
Con riferimento alle posizioni individuali dei datori di lavoro che gestiscono attività
classificate, ai fini previdenziali ed assistenziali in base all’art. 49, lett. d) della L. n. 88/89, nel
settore “terziario”, si fa presente che, analogamente ai titolari di imprese che gestiscono il gioco del
Bingo, qualora gli stessi partecipino al lavoro con carattere di abitualità e prevalenza, continueranno
a restare tenuti, come disposto dall’art. 1, comma 202 e ss., della L. n. 662/1996, all’iscrizione alla
“Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali” di cui
alla L. n. 613/1966.
IL DIRETTORE GENERALE
(f.to Mario Notaro)

Allegato 3

INTERPELLO N. 59/2009

Roma, 10 luglio 2009
Al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti Ministero del Lavoro, della
e degli Esperti Contabili Salute e delle Politiche Sociali P.zza della Repubblica 59 00185 Roma DIREZIONE GENERALE PER L’ATTIVITÀ ISPETTIVA
Prot. 25/I/0009915

Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – obbligo contributivo per i lavoratori dipendenti di palestre gestite in forma di imprese iscritte all’Albo Imprese Artigiane.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha presentato
istanza di interpello al fine di conoscere il parere dello scrivente Ministero in merito alla sussistenza
dell’obbligo contributivo nei confronti dell’ENPALS – e non dell’INPS – per un dipendente di
palestra iscritta presso l’Albo delle Imprese Artigiane ed esercente attività di cura estetica o
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione generale per le Politiche Previdenziali e
dell’Enpals, si rappresenta quanto segue.
Occorre preliminarmente osservare che l’ambito di applicazione della disciplina degli
obblighi contributivi ENPALS è stato ridefinito con D.M. del 15 marzo 2005, che vi ha incluso “gli
impiegati, operai, istruttori e addetti agli impianti e circoli sportivi, di qualsiasi genere, palestre,
sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi”. Il citato decreto ha esteso l’ambito di
operatività dell’iscrizione ENPALS per la categoria in questione, precedentemente circoscritta agli
“addetti agli impianti sportivi” dal D.M. 10 novembre 1997. Oggi anche i dipendenti di palestre,
sale fitness, circoli sportivi ecc. rientrano con certezza nelle categorie obbligatoriamente iscritte
all’ENPALS e la locuzione “di qualsiasi genere” consente di considerare l’elencazione “palestre,
sale fitness, stadi ecc.” non tassativa ed estensibile ad altre attività quali kartodromi, bowling ecc.,
come confermato dalla circ. ENPALS n. 7/2006.
In ragione di ciò, l’interpellante solleva il dubbio circa la perdurante valenza, nel nuovo
quadro normativo, della circ. INPS n. 164/2001, secondo la quale le palestre dovevano essere
inquadrate nel settore industria, svolgendo attività sportiva e nel settore del terziario o artigianato,
non svolgendo alcuna attività sportiva ma solo attività dirette a conseguire risultati estetici o di
recupero motorio.
In proposito merita osservare che l’estensione dell’ambito applicativo dell’iscrizione
ENPALS operata con il D.M. del 15 marzo 2005 riguarda sempre e comunque attività connotate da
natura “sportiva”. La stessa Suprema Corte sul punto (n. 4408/1982), ha affermato che si intendono
per impianti sportivi “tutti quelli organizzati e gestiti per lo svolgimento di attività genericamente
sportive”. Inoltre anche l’ENPALS, nella citata circ. n. 7/2006, nell’interpretare la nozione “addetti
agli impianti sportivi”, ha circoscritto tale categoria “al personale la cui prestazione è direttamente
collegata a questi ultimi, tanto che la prestazione stessa, sarebbe impossibile o priva di interesse
per il datore di lavoro ovvero per il committente, se gli impianti venissero meno”, rilevando
pertanto un’imprescindibile correlazione tra prestazione e natura “sportiva” dell’attività.
Infine, come rilevato dal Consiglio di Stato nel Parere reso a questo Ministero in data 13
giugno 1984 proprio in merito all’individuazione della categoria degli “addetti agli impianti
sportivi”, considerato che “nel sistema previdenziale italiano l’INPS si caratterizza quale istituto
previdenziale per la generalità dei lavoratori, mentre l’iscrizione ad altri istituti (come ad esempio
l’ENPALS) rappresenta l’eccezione”, il dettato del Decreto va interpretato in senso restrittivo.
Pertanto, se è vero che l’ obbligo assicurativo sorge dalla qualifica stessa del lavoratore per le
categorie artistiche e tecniche a prescindere dal tipo di impresa presso cui vengono svolte le
prestazioni (ad es. musicisti che si esibiscono presso bar o ristoranti), si ritiene altresì, per le ragioni
sopradescritte, che “lo svolgimento di attività sportiva” nell’ambito dell’impianto o del circolo
connoti imprescindibilmente la fattispecie. In sostanza, l’assoggettamento a contribuzione ENPALS
non può discendere dalla mera denominazione dell’attività quale “palestra”, stante anche
l’indisponibilità dell’obbligo contributivo. Resta ferma naturalmente la necessità, nel caso concreto,
di procedere ad un’attenta disamina dell’attività complessivamente esercitata dall’azienda e delle
professionalità nella stessa impiegate al fine di valutarne il corretto inquadramento contributivo.
Per tali motivi si ritiene che qualora l’attività svolta dal datore di lavoro non sia di natura
“sportiva”, ma consista esclusivamente in cure estetiche o di recupero motorio, debba essere
assoggettata a contribuzione INPS.
IL DIRETTORE GENERALE
(f.to Paolo Pennesi)



20 Maggio 2010 13:27
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